Il concetto di psiche e soma/corpo come indivisibili, dove il corpo interpreta i disagi della mente e la mente è influenzata e si forgia a partire dal nostro corpo e dalla sua percezione, affonda le sue radici nella storia del pensiero umano e filosofico. Il nostro corpo,  con le sue patologie, comunica a livello simbolico il disagio della nostra psiche, in particolare di quella parte della psiche di cui non siamo consapevoli, e che è stato definito all’inizio del Novecento, l’inconscio. Non ascoltato, l’inconscio, che fa mostra di se, con un linguaggio tutto suo, nei sogni, nelle immagini, e coincide con il corpo, che diventa il palcoscenico su cui si mette in scena il dramma psicologico. Questa è la concezione, ormai universalmente accreditata, di psicosomatica. L’ascolto del corpo, che all’inizio sussurra, cerca di farsi spazio nel caos della vita di ognuno, se inascoltato decide, è costretto, ad alzare la voce, a farsi sentire. In una parola

, a irrompere nel corpo con un sintomo sempre più significativo,  grave, affinché gli si presti attenzione. Ecco allora che i disturbi gastrici, coliti e gastriti nelle varie forme, così come le patologie della cute, cercano di raccontare un disagio della psiche. Due soli esempi per tutti. Lo sanno bene alcune aziende ospedaliere, che Italia si contano sule dita di una mano, che al loro interno gestiscono un ambulatorio di psicosomatica, come quello dell’azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como dove ho avuto modo di operare per alcuni anni, dove da ogni reparto venivano inviati casi da seguire in stretta collaborazione medico-psicologica. Quando la medicina allopatica tradizionale occidentale non sa dare una risposta terapeutica completa e efficace e sa chiedere la collaborazione e la sinergia ad altre discipline altrettanto avanzate, ecco, in questo caso e sonlo  in questo, ci si prende cura, e ci si fa carico in toto, della salute del paziente.

zp8497586rq

I Commenti sono chiusi