A volte ci sono persone che sentono la terapia verbale, quella basata sullo scambio di parole e sulla condivisione delle emozioni attraverso la parola, come poco adatta a loro. Ecco che il corpo, con il suo agire, entra nell’ambito della terapia e inscena il malessere, rappresentando al tempo stesso una possibile soluzione a questo malessere. Il disagio può essere rappresentato dal corpo producendo immagine visive o auditive nella mente, ad esempio attraverso la distensione immaginativa a focalizzazione corporea, inventata dalla scuola Riza Psicosomatica, o  l’immaginazione attiva di estrazione junghiana, o l’ipnosi di matr

ice ericksoniana. Oppure diventa fonte di azione in terapie come l’arteterapia e la danzaterapia , se parliamo di quando la creatività e l’arte intervengono nella cura. Qui il corpo fa, si muove, comunica superando la parola, o utilizza le mani, che descrivono il malessere con colori, materiali e supporti diversi, giungendo a dire il non detto, a dare forma al disagio, traducendolo in gesti concreti, tangibili e quindi, in qualche modo più rassicurante e indiretta. Si tratta spesso di tecniche a supporto della psicoterapia che intervengono efficacemente quando non si vuole, o non si riesce, a esprimere verbalmente il disagio.

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