Quello che una volta si chiamava tempo libero, oggi, sembra tendere sempre più a essere un tempo super impegnato oppure super vuoto, che è poi la stessa cosa. Cercherò di spiegarmi meglio. Nel tempo a disposizione ch e si ha una volta dedicato quello necessario allo svolgimento della vita professionale e alle pratiche di sussistenza come dormire e nutrirsi, l’individuo si trova a gestire, senza avere mai avuto un’educazione in tal senso, il tempo rimanente. Un tempo che, in fin troppi casi, lo si riempie negli acquisti, nella vacuità di chiacchiere superficiali, nell’omologazione di comportamenti che appartengono all

a nostra classe sociale di appartenenza e con la quale ci identifichiamo. Di solito sussiste un cattivo equilibrio. Chi fa solo sport, chi ama solo viaggiare, chi stare con gli amici o in famiglia. Il giusto equilibrio dovrebbe prevedere un’armonia nelle componenti primarie delle relazioni: innanzitutto nella relazione con sé stessi, quindi nel ritagliarsi sempre momenti di completa solitudine e autonomia, poi della famiglia e degli amici, fonte primaria di relazioni con il mondo,e quindi con il mondo stesso, con una società per la quale il contributo del singolo dovrebbe sempre essere a beneficio e a supporto degli altri.

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