Con l’obiettivo di stimolare il vostro pensiero, vorrei tracciare un parallelismo tra crisi economica e crisi personale in termini emotivi, per la quale, sempre più frequentemente, ci si rivolge alla psicoterapia. Crisi è sinonimo di opportunità, di cambiamento, di superamento di vecchi modelli, sia di comportamento in senso generale sia di scambio economico, produzione e consumo. Il passato, in entrambi i casi, non tornerà mai più. Il superamento è in realtà possibile solo attraverso una revisione, un’analisi, una presa di coscienza di quanto i modelli precedenti, un tempo efficaci, siano diventati, nel presente, obsoleti, superati, in una parola non più vantaggiosi per il dialogo e l’equilibrio con l’ambiente. Qui scatta la crisi. Spesso un automatismo di ri

sposta è la chiusura, di regressione e ritiro dal mondo, un meccanismo di difesa è l negazione della realtà, o la sua manipolazione: “Non c’è più crisi, è passata”. O ancora l’ottimismo, come se un atteggiamento positivo che ammanta la negazione, potesse risolvere. La soluzione nasce dalla considerazione oggettiva del reale, dall’analisi di quanto è accaduto, con un investimento , e non tagli o risparmi, sulle risorse adatte per il superamento dei vecchi schemi. Si deve investire in ciò che procura il nuovo, sulla scuola e la ricerca, sulle discipline che studiano i bisogni emergenti e i cambiamenti in atto. Sul versante personale, sulla comprensione di se stesi, dei propri potenziali, dei bisogni più profondi, sulla liberazione dai condizionamenti interni.

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