Il corpo delle persone ai quali è stata diagnosticata una patologia di origine psicosomatica viene vissuto come estraneo. Così come estranea, poco conosciuta, o difficilmente riconosciuta, è la loro emotività. Un corpo che ha perduto il senso delle emozioni, le ha relegate nell’organo, le ha fatte vivere da quell’apparato e ne ha messo in discussione la funzionalità e la fisiologia. Un modo per recuperare il senso profondo dell’organo è la distensione immaginativa, di cui si può trovare una descrizione più approfondita su questo sito. Si

tratta di una tecnica che induce, in un stato alterato di coscienza, attraverso la recitazione di una formula verbale ben precisa, la formazione di immagini spontanee, che parlano in termini simbolici del disagio e sono ad esso correlate. L’emersione delle immagini è fondamentale: la loro elaborazione porta a un mutamento dell’inconscio, che si esprime attraverso quell’immagine, potremmo dire per “sottrazione” di un elemento,  che emerge a livello di coscienza, mutando al tempo stesso quest’ultima, che così viene ne risulta arricchita.

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