E’ stato evidenziato come le patologie somato/psichiche che nascono in un dato momento storico siano il risultato della cultura dell’epoca, di quello “spirito del tempo”. E svolgano un ruolo sia compensatorio sia espressivo, rappresentando il disagio di quella società a livello simbolico. Nella nostra struttura attuale il dato più evidente è la perdita di identità degli individui, che non si conoscono in profondità e dunque non si rispettano per ciò che sono, che si perdono nella fusione dell’individuo con la massa, di cui adottano i comportamenti in modo acritico.  Penso al sovraccarico di ore lavorative, all’obbligo di unirsi in una famiglia per procreare, all’anelito a volere sempre di più in termini materiali o il lamentarsi per la loro scarsità, consumare beni e svago appena possibile. L’

adattamento all’ambiente è, naturalmente, necessario alla sopravvivenza, ma è quando va oltre, quando diventa aderenza senza riflessione, assunzione di modelli di comportamento preconfezionato che si assumono in toto, ecco che, qui, scatta il disagio, la patologia, che ha lo scopo di riassestare su un binario di equilibrio le componenti non vissute. E le patologie che descrivono questo atteggiamento sono l’attacco di panico, il tumore maligno, l’Aids. Dove i temi simbolici sono il rifiuto di vivere una vita secondo le proprie esigenze, l’incapacità di guardarsi dentro e capire chi veramente siamo e cambiare vita, la mancanza di coraggio per essere quello che si è, qualunque cosa ciò implichi, l’ossessività del cercare la fusione sessuale con l’altro anonimo senza protezione e senza identità propria.

zp8497586rq

I Commenti sono chiusi