Nel suo libro “Ozio creativo”, il sociologo Domenico De Masi osserva come nel futuro assai prossimo, in una strutturazione che in realtà è già in atto, la vita lavorativa perderà sempre più i suoi connotati di rigidità esecutiva di mansioni apprese nel passato, a favore di una strutturazione flessibile che include anche il gioco e lo studio. In altre parole, lavorare significherà soprattutto non incidere sul quotidiano con una dimensione univoca, ma comprenderà anche l’apprendimento e il gioco. Già questo accade nelle professioni cr

eative, dove gli stimoli possono, e anzi, debbono, provenire da fonti diverse e si estenderà anche a molte altre professioni.. Riassumo qui un pensiero Zen  che spiega e amplifica questo concetto, per il quale “ il maestro dell’arte di vivere distingue poco tra il suo  lavoro e il suo tempo libero (…) Con difficoltà sa cos’è cosa(…) persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri di decidere se stia lavorando o giocando. Lui pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.”

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