Una delle prime domande che mi si rivolgono in terapia è “Quanto durerà”? Questo interrogativo arrovella spesso chi sta iniziando un percorso, nella sua incertezza, che non sa dove lo condurrà, ed è legittimo. Tuttavia non ritengo sia possibile, da un punto di vista innanzitutto morale e poi deontologico, dare una risposta che abbia un senso, che possa dare una qualche fondata certezza. Ogni individuo è unico e irripetibile, come mi piace dire, e sapere a priori il tempo necessario, al di là di ogni diagnosi, troppo r

iduttiva per capire il disagio di un individuo, non è possibile. In termini estremamente generali, la durata oscilla da poche sedute, se non si riesce ad instaurare un rapporto di fiducia tra paziente e terapeuta, ad alcuni mesi, se si affronta un problema unico e circoscritto, ad alcuni anni,per un lavoro su sé stessi approfondito. Il piano terapeutico, tuttavia, può essere deciso e vagliato solo nel corso del trattamento, a secondo delle problematiche e delle varie esigenze della persona che richiede l’intervento clinico.

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