Riflettiamo sulla nascita contemporanea dal caos primordiale, in termini mitologici, della terra, del tartaro e  di eros. Dal caos interiore, generato dal disagio, dal sintomo, dal disturbo psicologico. La terra è simbolo dei bisogni concreti, della procreazione, del nutrimento, dei cicli di vita, dettata dalle stagioni, di vita e di morte. La terra è simbolo del femminile per eccellenza e, attraverso la sua conoscenza e la sua accettazione, del ritorno all’oggettività “terrena”, a cui il paziente si avvicina nella terapia, con un maggior senso della realtà e della s

ua vita. Il tartaro, l’oltretomba, ci racconta dell’inevitabilità e della presenza dell’inconscio: di quell’ente che che, più di ogni altro, se non compreso, nei suoi messaggi e nei comportamenti che condizionano l’individuo, appunto, “inconsciamente”, si tramuta in un inferno. E l’eros, il collante di ogni cosa, il motore primo dell’evoluzione, inteso qui nell’accezione cosmica di amore universale per ogni essere o oggetto. L’amore che costituisce il fondamento di ogni analisi, che è presente nella relazione terapeutica di cura per il superamento di ogni disagio psicologico.

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