Buonasera Dott. Valli,

innanzitutto complimenti per la conferenza di questa sera.
E’ stata la più interessante di tutte quelle che ho sentito fino ad ora.

Volevo chiederLe un chiarimento in merito a una cosa che ha detto questa sera.

Ha detto che il sintomo è un’opportunità di terapia e che va mantenuto e compreso …

Io, come Le avevo già accennato nel suo studio qualche settimana fa, sono in cura da un psichiatra e sto prendendo dei medicinali per tenere sotto controllo l’ansia generalizzata (che ho scoperto di avere da solo 2 anni e che ho da quando sono nata).

L’ansia è stata la causa del mio malessere di tutta una vita e credo anche della mia ornitofobia, del mio mal di testa e dei miei incubi ed altro…

Quindi, se ho ben capito, secondo Lei, io dovrei tenermi l’ansia (anche se è una vera e propria malattia)e non prendere più i farmaci ???

La ringrazio anticipatamente per una Sua cortese risposta.

Saluti
Laura

Buongiorno Laura,

In un contesto generalistico come quello di ieri sera non è mai possibile estrarre, diciamo così, considerazioni così personali. E forse non mi sono spiegato in modo sufficientemente chiaro, poiché non era il tema centrale. Quello che intendevo dire è che il sintomo va conservando in quanto è necessario lavorare su di esso: se scompare completamente, la psicoterapia non ha “materiale” da elaborare…
Tuttavia a volte il sintomo, come nel suo caso, è piuttosto invalidante, permea molti aspetti della vita. Ritengo sia nece

ssario trovare un equilibrio, un maggior stato di benessere con un sollevamento da un'ansia difficilmente gestibile, anche attraverso, eventualmente, una farmacoterapia: al tempo stesso, è necessario però consentire al sintomo di esprimersi senza essere “devastante”, non tacitandolo del tutto poiché assolve a un'importantissima funzione di equilibrio e ha un messaggio da darci, che va compreso, come dicevo ieri sera. E' evidente che ritengo indispensabile una psicoterapia che affianchi il percorso di superamento del sintomo a livello farmacologico; personalmente, darei altrettanta, se non più importantanza, a un serio lavoro psicologico. In questo caso, e concludo, sarebbe doveroso scegliere un tipo di psicoterapia, chiamamola così, “espressiva”, e non solo contenitiva e “meccanica”, mi passi il termine, come quella cognitivo comportamentale. Ritengo, infatti, e questa è una mia opinione squisitamente personale, che non sempre sia l'indirizzo più soddisfacente, anche se dà risultati immediati e per molte versi è considerata da molte persone la più adatta: tuttavia non va in profondità, nella comprensione della persona nella sua totalità e per la sua evoluzione.

Posso chiederle l'autorizzazione a pubblicare il suo scritto e la mia risposta sul mio sito, pubblicamente, affinché anche altre persone possano fruirne e esser aiutati a compredere nel caso di dubbi analoghi al suo ?

grazie per il suo apprezzamento per il mio intervento.

a presto

zp8497586rq

I Commenti sono chiusi