Ormai siamo quasi assuefatti all’idea che il mondo dicotomico, separato in categorie, sia l’unico mondo possibile, è quello che conosciamo e nel quale siamo immersi, spesso con un certo grado di inconsapevolezza. Qui la dicotomia della quale torno a parlarvi è quella tra razionale e irrazionale. Vorrei fare chiarezza su un punto focale, su una dinamica che appartiene tanto alla psicologia individuale quanto alla psicologia collettiva. Ogni unidirezionalità, con flusso energetico o di pensiero o di azioni che si rivolge verso un unico orientamento porta nel suo grembo , in nuce, il seme della tendenza opposta. Ne funge da controbilanciamento, ne ristabilisce l’equilibrio, è , in una parola , compensatorio. Compensa, con l’intento di ristabilire un contrappeso, una fluidità, un’interezza, una rotondità, nel rendere conto di un elemento e, contemporaneamente, del suo opposto. Se volete un parallelismo “concreto” che mi sorge spontaneo, pensate al cervello umano e al processo della visione oculare. Nella sua evoluzione,

il nostro cervello, si è costituito anatomicamente in due emisferi con specializzazioni piuttosto nette nelle varie aree, corticali e subcorticali. Semplificando al massimo, esiste un emisfero delle funzioni razionali e del linguaggio e un emisfero delle funzioni irrazionali e artistiche. Entrambi sono il cervello, le interrelazioni sono infinite. Così accade per la vista, nella visione binoculare: abbiamo due occhi, ma solo dalla collaborazioni di entrambi i “punti” di visione riusciamo ad avere una corretta percezione dell’oggetto esterno, grazie al cervello che elabora le due immagini separate, le capovolge e ne fa una sintesi che decodifica in base al proprio grado di sviluppo e di cultura. il mondo, in sintesi,per essere concepito correttamente, si avvale già a partire nel corpo umano della collaborazione di aree anatomiche “opposte”. Diversamente, la visione sarebbe fuorviata e fuorviante. Il razionale-emisfero destro-maschile collabora con l’irrazionale-emisfero sinistro- femminile per vedere correttamente il mondo.

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