Un discorso a parte merita l’accoglimento del simbolo nella nostra vita. Al di là del rifiuto più o meno cosciente, della recalcitranza ad considerare l’immagine e il suo contenuto come forieri di messaggi, l’irrazionale irrompe nella nostra vita, nostro malgrado. Irrompe attraverso la proliferazione e la fortuna che godono discipline sacre come l’astrologia, la numerologia, la tarologia, condannate nei nostri decenni, in occidente, al ruolo di un esoterismo da supermercato, commercializzato e commercializzabile, che segue una logica di mercato domanda-e-offerta. Ritengo sia necessario evidenziare che una domanda così alta nasca dal bisogno rifiutato, confinato, deriso, escluso, non approvato, di nutrirsi di irrazionalità. La fame di simboli, nell’individuo moderno, non può che cibarsi di discipline antiche che sono

state concepite e sono intelligibili solo attraverso gli occhi del simbolismo.  Nell’individuo, la ricerca dell’irrazionale si espleta nell’avvicinarsi a queste discipline, in modo più o meno strutturato e discernente e ne costituisce un contrappeso compensatorio della psiche. Oltre al proprio grado di evoluzione di ogni singolo individuo, l’individuo stesso non può andare. E così una struttura sociale. In un movimento di involuzione culturale, di barbarie travestita da civiltà, è nella sua accezione peggiore che fede, spiritualità e esoterismo vengono considerati dalla maggioranza e dal pensare comune, fitto di pregiudizi, che pre-giudicando,negandone l’importanza senza darsi la briga di conoscere e approfondire, tentano di mettere al riparo loro stessi dalla crisi interiore che è il vero motore dell’evoluzione.

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