Vorrei condividere qui alcuni concetti chiave emersi nel corso del seminario sulla paura dell’irrazionale, inserito all’interno del festival della Cultura Psicologica di Milano.

La paura è un’emozione fondamentale, che, parlo per paradossi, andrebbe in qualche modo auspicata, desiderata. E’ un’emozione evoluta, che consente l’autotutela, la preservazione di noi stessi. Guai a non avere paura. Grazie ad essa, quando la percepiamo al nostro interno, siamo in grado di avvertire il pericolo e farvi fronte. Solo alcune strutture psicopatologiche non conoscono/ri-conoscono la paura e mettono così a repentaglio la loro vita. Come affrontare la paura ? Il coraggio è la qualità che è necessaria per superarla; l’incoscienza è assenza di paura, assenza della capacità di discriminare le situazioni esterne in base al grado di rischio che esse comportano, e non vanno confuse. Senza provare paura e senza il coraggio non saremmo esseri umani, perderemmo una qualità essenziale. A livello collettivo, ogni struttura sociale sperimenta a diversi gr

adi stati di paura. James Hillman, probabilmente il maggior autore vivente del pensiero post junghiano, parla di una struttura sociale permeata di idee malate, e tra queste spicca lo scientismo, come ho già avuto modo di parlare. Semplificando, lo scientismo è la convinzione della supremazia della scienza e del metodo scientifico su tutte le altre forme di conoscenza e di percezione del reale. In altre parole,la supremazia della mente razionale. Ciò che la mente razionale non comprende, non esiste, è portata a dire: un atteggiamento che molto ricorda i tratti dell’adolescente, dove spesso sussiste una condizione psicologica che segue la legge del tutto-e-del-niente. Lo scientismo genera la suo interno le condizioni di generare paura: la paura di ciò che fatica a rientrare nella comprensione attraverso questi occhiali della scienza.  Nel mondo occidentale, in questi decenni, questa paura ha preso forma nel rifiuto di ciò che va oltre la razionalità: la fede, il misticismo, l’esoterismo in tutte le sue forme. In una parola, dell’irrazionale.

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