Le persone non vivono: corrono. Il mondo occidentale, almeno come lo stiamo sperimentiamo in quest’ epoca, ha accelerato incredibilmente. E il ritmo della vita ha cercato di segnare il passo, come se la percezione di rimanere indietro fosse diventata non solo intollerabile, ma una vera vergogna. Siamo inseriti in un mondo che corre, dunque, proteso in avanti. Verso il progresso, la crescita dei beni , verso il consumo, e l’ampliamento dei bisogni. Il mondo corre senza aver chiaro la direzione, se non quella di uno sviluppo ad libitum, verso la crescita infinita, proprio perché questa dinamica è alla

base della sua stessa esistenza. L’accelerazione, presente nella tecnologia, nel concetto di crescita economica come fattore di stabilità, fa il paio con la pressione a coprire con successo, a cadenza sempre più incalzante, i molteplici ruoli che il singolo individuo è costretto a interpretare. E così il senso della fretta, della corsa, si è infiltrato in ogni fessura della vita quotidiana, e ad esso si sacrificano il tempo, le energie fisiche e spirituali. È stato assorbito, lo respiriamo e lo consideriamo normale: tutti (o quasi)vivono così, se solo ci guardiamo intorno. Tutti (o quasi) corrono.

zp8497586rq

I Commenti sono chiusi