Nel desiderio di vivere intensamente, o nell’illusione di farlo, di accaparrare oggetti e raggiungere uno status per soddisfare il narcisismo, gli individui si sono trasformati in consumatori e in lavoratori. Nel senso che la vita è incentrata su questi ruoli, così assorbenti da confinare nel dimenticatoio chi in realtà siamo nel profondo. Si consuma tutto in verità, come nuovo stile di vita. Si consumano le relazioni interpersonali, il tempo a disposizione, il tempo non lavorativo, che si concentra sulla distrazione: il viaggio, gli acquisti, le varie attività di entertainment, il gioco. Queste attività sono funzionali al non pensare, nell’affanno continuo a distrarci da ciò che veramente conta, nell’accumulare esperienze che sopiscano , almeno in parte, una spinta, quella voce, che vorrebbe che realizzassimo in questa esistenza il percorso per divenire chi siamo. Queste attività sono così ricercate perché , nel loro intimo, sopiscono in parte il desiderio, che spinge ognuno, ha di realizzare se stesso. Una realizzazione ancora una volta sul piano del narcisismo, nel quale l’acquisto sostituisce l’essere con l’avere e il rappresentare, il divertimento e il gioco riempiono senza far riflettere, non richiedono impegno, danno l’impressione che la vita sia attiva, desiderabile da vivere . Il viaggio o lo spostamento, con una meta limitata nel tempo o in esso prolungata, dà un assaggio di esplorazione, di evoluzione, quando non rappresenta una fuga dalla casa/prigione. L’archetipo del viaggiatore, in effetti, rappresenta il primo passo, l’animo con il quale ci si predispone al viaggio interiore.

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