In un momento di riflessione astrologica, e di amplificazione del concetto di inconscio, desidero condividere il mio pensiero. Un po’ per rendere pubbliche conoscenze non del tutto conosciute, anzi al contrario, spesso occultate da una coltre di pseudo intellettualismo scientifico, un po’ per fornire un qualche stimolo intellettuale d’ulteriore ricerca, aprendo a nuovi scenari. Per alcuni sarò un po’ tecnico, per altri meno accurato del previsto, ma la dichiarata intenzione è di essere intelligibile al più vasto numero di persone.
Il contributo di Jung alla nozione di inconscio, come è noto, è stato quello di teorizzare un modello “a strati”, al cui interno l’inconscio Personale si colloca più in superficie rispetto a quello universale, che è rappresentato dall’ Inconscio Collettivo. In termini simbolici, la teoria astrologica designa le case d’acqua (descritte per prassi condivisa dai numeri romani IV, VIII e XII)come le case dell’inconscio (nella simbologia largamente condivisa da tutta la psicologia del profondo di acqua uguale inconscio). Le case dell’inconscio sono governate dagli archetipi comportamentali, rispettivamente di Luna, Plutone e Nettuno, in domicilio primario. Che nello schema delle esaltazioni planetarie, secondo Lisa Morpurgo, vedono affiancare in IV casa Nettuno, nuovamente, Mercurio in VIII e, ancora, la Luna in XII. In un gioco di raddoppi dove la Luna rappresentano l’inconscio personale ( casa IV sotto l’orizzonte quindi legata al mondo esterno, Luna come simbologia, tra le altre di archetipo del femminile/madre)e Nettuno l’inconscio collettivo (casa XII), a fianco alla singola presenza di Plutone e la comparsa, per la prima volta, grazie alle esaltazioni, di Mercurio (entrambi gli archetipi planetari riconducibili alla VIII casa). La presenza di Venere esaltata in casa IV rimane una questione ancora aperta, sulla quale tornerò più avanti.

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