Giovedì 31 maggio 2012, dalle 18.30 alle 20.30.
Al Grande Cerchio, via M. Buonarroti 8, Milano
MM: Wagner, linea 1

“Il ruolo dell’esoterismo per la comprensione di se stessi
e del significato della propria vita”

A cura di Jacopo Valli, Psicologo Clinico e Psicoterapeuta a orientamento somatico-analitico. Astrologo e Tarologo

L’astrologia e tarocchi nel loro significato simbolico costituisco un faro nella comprensione del proprio cammino, per intuirne la direzione e poterla seguire con umiltà. Conoscere anticipatamente, significa poter lavorare con una maggiore consapevolezza su temi , nodi e complessi psicologici, che richiedono di essere ascoltati, accolti e amplificati con un lavoro personale su sé stessi. Rappresentano una guida all’evoluzione, in una maggiore comprensione del percorso di ognuno, a supporto di un percorso di psicoterapia.

Entrata 10 euro con buffet

Il Tartaro è tuttavia accessibile per le anime senza il soldo sotto la lingua da un ingresso secondario: ma solo sfuggendo a Mercurio, non coinvolgendo la mente e senza una guida, sono anime allo sbaraglio. In altre parole, il mito sembra volerci indicare,che alcune anime azzardano l’accesso all’inconscio secondo una modalità inappropriata, come consente la terapia del profondo all’interno di si stessi, ma accedendovi con tecniche indirette ( secondarie), come l’ingresso che è a loro consentito, dove la funzione della mente è sospesa ed è assente chi accompagna e indica il percorso . Queste ombre, lasciate a loro stesse, sono alla mercé di Cerbero, il cane a tre teste a guardia del Tartaro/inconscio, pronto a divorare le ombre che tentano di fuggire (o i vivi che vogliono accedervi). Qui nella simbologia di un animale/ mostro credo che il mito voglia suggerire la capacità di distruggere, attraverso la parte istintiva e primitiva e rifiutata che corrisponde all’Ombra Personale(secondo sempre una lettura junghiana, vedi post precedenti) l’equilibrio mentale di chi vuole avventurarsi nelle profondità dell’inconscio autonomamente o chi da essa vuole fuggire, in condizione di ombra, quindi in un stato di necessità di lavoro su se stessi, e che rifugge questa responsabilità.

GIOVEDì 26 gennaio 2012, ore 18.30 Al grande cerchio, via Buonarroti 8, Milano (MM Wagner).
A cura di Jacopo Valli, psicoterapeuta ed astrologo.

L’astrologia nasce come strumento fondamentale di conoscenza del tempo, in particolare della sua “qualità”, un tempo che per l’antica Grecia aveva un nome: Kairòs. Il tema astrologico descrivo nel suo fluire, nell’analisi dei transiti, il Kairòs personale:comunica simbolicamente cosa sia necessario integrare nella personalità dell’individuo in quella fase della sua vita. Conoscere anticipatamente, significa così poter lavorare con una maggiore consapevolezza su temi che richiedono, in quel preciso momento, di essere ascoltati, accolti e amplificati con un lavoro personale su sé stessi. Rappresenta una guida all’evoluzione, in una maggiore comprensione del percorso di ognuno, a supporto di un percorso di psicoterapia.

Sembra interessante notare come la mitologia greca, da cui l’astrologia trae origine e fondamento, fornisca il suo contributo chiarificatorio, superando, a mio avviso, le correnti di pensiero e i diversi orientamenti astrologici. Il mito, infatti, ci illumina sia per la presenza di Plutone e l’introduzione di Saturno sia per la comparsa di Mercurio, riguardo l’inconscio. Plutone (Ade per i Greci) e Saturno (Cronos)sono gli dei del Tartaro/Oltretomba; Mercurio- Hermes, dio psicopompo conduce le anime attraverso la porta del Tartaro, collocato sulla terra in un bosco di pioppi bianchi, in prossimità di un fiume (l’immagine del bosco come altra immagine,secondo la teoria analitica, che designa l’inconscio, che raddoppia la sua simbologia qui con l’immagine dell’acqua). Mercurio si rivela così un dio/archetipo presente nell’inconscio, e nel mito ne trova descritta la sua funzione: quella di guidare le anime affinché attraversino il fiume Stige, il cui nome significa “odiato”.
Mercurio, archetipo di grande rilevanza junghiana negli studi sull’Alchimia, foriero di trasformazione, vive anche nella sua accezione simbolica di mente, e sembra suggerire che il mezzo di accesso all’inconscio sia proprio la capacità razionale e lucida di afferrare, cogliere, capire,valutare. Nel mito ci narra che le anime devono portare con loro una moneta sotto la lingua per pagare il traghettamento dello Stige, come ingresso privilegiato al Tartaro. Le anime che non sono in grado di pagare il un prezzo emotivo, nel corso della terapia, ma anche un prezzo concreto, il denaro necessario alla terapia stessa, in un processo alchemico di spiritualizzazione della materia, possono tuttavia accedere al Tartaro, attraverso un ingresso secondario.

In un momento di riflessione astrologica, e di amplificazione del concetto di inconscio, desidero condividere il mio pensiero. Un po’ per rendere pubbliche conoscenze non del tutto conosciute, anzi al contrario, spesso occultate da una coltre di pseudo intellettualismo scientifico, un po’ per fornire un qualche stimolo intellettuale d’ulteriore ricerca, aprendo a nuovi scenari. Per alcuni sarò un po’ tecnico, per altri meno accurato del previsto, ma la dichiarata intenzione è di essere intelligibile al più vasto numero di persone.
Il contributo di Jung alla nozione di inconscio, come è noto, è stato quello di teorizzare un modello “a strati”, al cui interno l’inconscio Personale si colloca più in superficie rispetto a quello universale, che è rappresentato dall’ Inconscio Collettivo. In termini simbolici, la teoria astrologica designa le case d’acqua (descritte per prassi condivisa dai numeri romani IV, VIII e XII)come le case dell’inconscio (nella simbologia largamente condivisa da tutta la psicologia del profondo di acqua uguale inconscio). Le case dell’inconscio sono governate dagli archetipi comportamentali, rispettivamente di Luna, Plutone e Nettuno, in domicilio primario. Che nello schema delle esaltazioni planetarie, secondo Lisa Morpurgo, vedono affiancare in IV casa Nettuno, nuovamente, Mercurio in VIII e, ancora, la Luna in XII. In un gioco di raddoppi dove la Luna rappresentano l’inconscio personale ( casa IV sotto l’orizzonte quindi legata al mondo esterno, Luna come simbologia, tra le altre di archetipo del femminile/madre)e Nettuno l’inconscio collettivo (casa XII), a fianco alla singola presenza di Plutone e la comparsa, per la prima volta, grazie alle esaltazioni, di Mercurio (entrambi gli archetipi planetari riconducibili alla VIII casa). La presenza di Venere esaltata in casa IV rimane una questione ancora aperta, sulla quale tornerò più avanti.